FORNO DI FORTUNA E INGREDIENTI SOVIETICI. COSÌ NACQUE LA PRIMA PIZZERIA DELL’EST

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Nel giorno del ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino molte sono le persone che raccontano la loro esperienza e soprattutto come è cambiata la loro vita dopo la caduta del muro.

La prima pizzeria della Repubblica Democratica Tedesca (Rdt) è stata aperta nel gennaio del 1982 da Dieter Belletti, figlio di un emigrante italiano nato in provincia di Lucca es emigrato in Germania per amore dopo la seconda guerra mondiale.

Inizialmente gli ingredienti erano razionati e provenivano dall’Urss, non avevano né un forno e nemmeno un ricettario, disponevano solo di un menu di tre pizze che erano disponibili fino ad esaurimento scorte e solo al venerdì ad un prezzo bassissimo, di 1,95 Ostmark (il marco della Germania dell’Est, che valeva circa 45 centesimi di euro). Ad ogni modo il successo era garantito e ogni venerdì c’era la coda fuori del locale, nonostante le autorità avessero negato loro il permesso, sostenendo che nessuno, nella Rdt avrebbe voluto la pizza; invese tra i loro clienti si contavano numerosi membri del partito socialista e qualche spia della Stasi.

Dieter non parla l’italiano, ma faceva il cuoco e in quegli anni decise di aprire un locale all’italiana, per riuscire a farlo ha bisogno di moltissima fantasia e ingegno, i coniugi Berletti di costruiscono da soli il bancone do legno, e si fanno costruire il fornoda un amico elettricista. Per gli ingredienti delle pizze si arrangiavano con gli ingredienti che avevano a disposizione e che arrivavano dall’Urss, come la salsiccia, i cetrioli sottaceto, e l’ungherese letscho, una pasta di spezie composta da peperoni, pomodori e cipolla.

Con la caduta del muro di Berlino e l’apertura delle frontiere i coniugi possono finalmente acquistare prodotti italiani e ampliare la lista delle pizze; e pensare che quel giorno lo avevano vissuto con scetticismo. Oggi i Belletti hanno chiuso la pizzeria e si sono lanciati nel business del catering.

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Mi sembra una storia molto bella, che fa emergere la volontà e la forza di una persona nel lottare per poter esprimere sé stesso e non soffocare le proprie radici, nonostante le restrizioni e i limiti imposti dal regime. Fa inoltre riflettere su come sia radicata nella storia italiana la cultura del cibo  e la volontà e la tenacia nel volerla divulgare nel mondo.

http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_09/prima-pizzeria-germania-est_99edd3a8-cd03-11de-b7a9-00144f02aabc.shtml

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