REGIONI RUSSE: SAN PIETROBURGO

San Pietroburgo è, con Mosca, il solo ente territoriale russo a rivestire la qualifica giuridica di “città federale”.
Fondata come fortezza da Pietro I nel 1703, sul delta del fiume Neva, nella zona dove sorge attualmente la seconda metropoli russa venne presto deciso di costruire la nuova capitale dell’Impero Russo, con caratteristiche da renderla una città di tipo europeo.
La città di San Pietroburgo ha una superficie di 606 chilometri quadrati, ma includendo anche l’hinterland e i litorali della Neva e del golfo di Finlandia si giunge a 1.439 chilometri quadrati; la città misura 44 chilometri da nord a sud, e 25 da est ad ovest, e la sua popolazione di circa 4,67 milioni di persone la rende la quarta città più popolosa d’Europa.
Il clima di San Pietroburgo è influenzato dalla presenza del golfo di Finlandia e dall’influsso dell’oceano Atlantico; il tempo è normalmente nuvoloso con frequenti piogge.
Durante l’estate, che è secca e calda, le temperature possono raggiungere i 35° C, mentre le temperature medie invernali sono di -7,8° C.
San Pietroburgo è una delle regioni russe più sviluppate, oltre che il maggiore centro industriale del Distretto federale nord-occidentale; tipicamente la città assicura da sola circa il 30% di tutta la produzione industriale dell’intero Distretto, e produce inoltre attorno al 3% di tutti i beni industriali della Federazione Russa.
San Pietroburgo, il secondo centro industriale dopo Mosca, è conosciuta come cuore della metalmeccanica russa, e vi hanno sede grandi stabilimenti produttivi; è anche regione chiave per l’industria alimentare (le distillerie Baltika sono le maggiori russe).
I settori-chiave della sua industria sono pertanto la metalmeccanica, la metallurgia, e l’industria alimentare, che insieme contano per due terzi della produzione industriale totale della città; nel complesso si contano nella città circa 600 imprese di grandi e medie dimensioni, alcune di esse fra le maggiori di tutta la Russia.
Altre industrie importanti includono la cantieristica navale, quelle del settore polpa di legno e carta, fabbricazione mobili, tessile e abbigliamento, tabacco, chimica, lavorazione del legno, e trasformazione del pesce.
Il comparto della trasformazione alimentare (fornaria, degli alcolici, bibite, dolci, carne, latticini) è arrivato a contare anche molto più di un terzo della produzione industriale di San Pietroburgo, assommando anche i tabacchi (a San Pietroburgo hanno sede diversi importanti stabilimenti per la loro lavorazione) solitamente inseriti dalla scienza statistica russa all’interno proprio dell’industria alimentare; molte aziende hanno modernizzato le proprie strutture produttive con impianti occidentali, sviluppato nuovi articoli, e migliorato la qualità generale dei propri prodotti.
Le basi che permettono il forte sviluppo della metalmeccanica sono la presenza di una manodopera qualificata, la sviluppata rete di trasporti che facilita la consegna dei prodotti in Russia e all’estero, e l’ampia disponibilità di energia elettrica.

La produzione industriale della città interessa praticamente ogni comparto.

San Pietroburgo è il centro della cantieristica navale del mar Baltico, ma le aziende metalmeccaniche cittadine producono anche altri mezzi di trasporto (vetture ferroviarie e tram), gru ad uso speciale, ascensori, motori e generatori diesel per navi, macchinari per l’industria della generazione energetica (turbine, motori elettrici), impianti per industria petrolchimica e mineraria, cavi e fili, accumulatori e loro parti, moderne centraline per telecomunicazioni (telefoniche, impianti di Tlc, controllo e navigazione), impianti di trivellazione, utensili abrasivi, macchinari poligrafici, macchine utensili (per lavorazione del legname, impianti per l’industria mineraria, per l’industria leggera) e torni, strumentazione (impianti medicali e strumentazione ottica), macchinari e impianti per l’industria alimentare, tubazioni in grande diametro (gruppo Severstal), produzioni aeronautiche, trattori e attrezzature agricole.
L’industria chimica non assicura soltanto vernici, articoli in gomma, prodotti di sintesi, e articoli plastici, ma anche profumi, cosmetici, e detergenti; l’industria leggera produce una vasta gamma di articoli d’abbigliamento, prodotti tessili, e calzature.
Le imprese della lavorazione del legno, della polpa di legno e della carta producono pannelli in compensato, mobili, elementi strutturali in legno, polpa di cellulosa, carta e cartone, e packaging in cartone.
Il settore del building si sta sviluppando attivamente, e la costruzione di nuove amplissime superfici residenziali è stata temporaneamente frenata soltanto dalla crisi attuale; altrettanto dinamica è la costruzione di spazi commerciali, con il fatturato del retail che si è presentato in stabile crescita di circa il 10% all’anno fino al 2009.
Le piccole e medie imprese, il cui sviluppo è riconosciuto dall’amministrazione cittadina come prioritario, sono state quasi centomila prima della crisi e si occupano principalmente di commercio al dettaglio, ristorazione e catering, e commercio all’ingrosso.
Le attività di import-export della città avvengono con più di 155 paesi del mondo; i partner commerciali maggiori sono Germania, Stati Uniti, Finlandia, Cina, e Ucraina.
Fra le priorità di sviluppo socio-economico dell’amministrazione di San Pietroburgo vi sono il miglioramento dell’attrattiva per gli investimenti, lo sviluppo generale industriale e commerciale, il supporto della ricerca scientifica, lo sviluppo del turismo, e lo sviluppo della città come centro di transito e logistico.
Nel settore industriale sarà sempre più importante la metalmeccanica, così come l’edilizia (1/5 del numero totale degli edifici risale a prima del 1917, ed è prevista la completa ricostruzione delle abitazioni popolari più risalenti entro il 2020); dal punto di vista turistico si mira a raddoppiare il numero di turisti in cinque anni, e a far diventare la città una delle cinque capitali europee più frequentate dai turisti.
Fra i principali progetti di investimento immobiliare promossi dall’amministrazione cittadina, attualmente in vari stadi di realizzazione, ricordiamo in particolare l’Isola della Nuova Olanda, la nuova circonvallazione anulare e altri collegamenti ad alto scorrimento di traffico, il nuovo terminal marittimo passeggeri, il Teatro Mariinsky II, un nuovo grande stadio cittadino, e il complesso multifunzionale “Perla del Baltico”.
Nel settore dei trasporti, in base al Programma per l’integrazione del sistema dei trasporti di San Pietroburgo nei corridoi euro-asiatici (IX Corridoio intermodale) stanno avvenendo lo sviluppo del complesso portuale marittimo, la Pianificazione urbanistica nei pressi dell’aeroporto Pulkovo (con il nuovo terminal 3), e la maggiore integrazione del sistema di trasporti cittadino.
Secondo uno studio delle Nazioni Unite, San Pietroburgo è fra le dieci destinazioni del mondo più attraenti per il turismo, e viene infatti largamente visitata, con milioni di presenze ogni anno, sia dai russi che dagli stranieri (soprattutto finlandesi, tedeschi, americani, inglesi, italiani, e francesi).
A San Pietroburgo si è formata prima che in altre città russe la necessaria infrastruttura turistica, che è quindi piuttosto avanzata, con una stima di più di 100 mila addetti operanti nei servizi turistici.
I flussi turistici hanno natura stagionale, ma per portare turisti nella città anche da novembre a marzo, l’amministrazione municipale ha in corso programmi di attrazione culturale come i “Giorni Bianchi”; recentemente si è registrato un attivo sviluppo del turismo di crociera, marittimo e fluviale, e praticamente ogni linea di navigazione del Baltico prevede un collegamento con San Pietroburgo, esistendo collegamenti regolari di ferry boat con Kaliningrad, Helsinki, Lubek, Kiel, e Zassinic lanciati negli anni recenti.
La vasta rete di trasporti di San Pietroburgo comprende 15 autostrade (tra cui la Mosca-San Pietroburgo, la San Pietroburgo-confine finlandese, la San Pietroburgo-confine estone, la
San Pietroburgo-Murmansk, la San Pietroburgo-Pskov), il più grande porto marittimo del mar Baltico orientale, 2 aeroporti (l’aeroporto Pulkovo, a 15 chilometri dalla città, è il più grande della Russia nord-occidentale), 5 stazioni ferroviarie (420 sono i chilometri di ferrovia entro i confini cittadini, e 340 quelli di approccio alle zone industriali), e 152 chilometri di lungomare; la città fa parte del Corridoio internazionale n. 9 pan-europeo Helsinki-San Pietroburgo-Mosca-Europa occidentale.
Il complesso portuale marittimo movimenta prodotti petroliferi, metalli, prodotti chimici, container (una quota preponderante del trasporto russo di container avviene a San Pietoburgo): esso permette l’accesso ad Unione Europea, regione di Leningrado, e mercati di Mosca e regioni adiacenti; il complesso noto come il “Grande Porto” comprende il terminal marittimo, quello per il legname, gli scali dei cantieri navali, i porti fluviali (le aree cargo di Vasileostrovsky e Nevsky), più altri cosiddetti “piccoli porti” (Lomonosovsky e Kronshtadsky).
Presso questi porti sono regolari lavori per l’ulteriore abbassamento dei fondali di attracco, l’ammodernamento dei sistemi di gru di carico, l’informatizzazione dei documenti di trasporto, l’espansione della gestione privata dei servizi portuali, e più di recente attività per sviluppare gli attracchi per piccole imbarcazioni private e yacht, anche nei canali nei pressi
del centro cittadino (imbarcadero della Neva).
San Pietroburgo è anche terminal della via fluviale Volga-Baltico, che assicura un sostenuto traffico merci dalle regioni della Russia centrale e nord-orientale, come prodotti petroliferi, metalli, legname, materiali da costruzione, e prodotti chimici.
La cantieristica navale cittadina è rappresentata da alcune decine di strutture di costruzione e riparazione, fra grandi e piccole.

Milano Fashion Global Summit 10 idee per battere la crisi del settore

Il 24 Novembre 2009 si è svolta a Milano la nona edizione del Milano Fashion Global Summit. Durante il laboratorio di idee organizzato annualmente da Class Editori, in collaborazione con The Wall Street Journal, la Cnmi e Merrill Lynch, i CEO dei più importanti marchi internazionali del settore, tra cui Tatiana Souchtcheva di Società Italia, hanno proposto delle soluzioni per poter uscire dalla crisi mondiale che ha colpito anche il settore della moda e del lusso.

Tutti gli imprenditori intervenuti si sono dimostrati concordi sugli ingredienti che dovrebbero servire per ristabilizzare il mercato e riportare equilibrio nelle aziende.

Assemblando i vari panel della giornata, le dieci idee centrali per battere la crisi del settore possono essere così sintetizzate:

1)      Capire quali sono le caratteristiche della crisi adattando la propria offerta ai nuovi valori;

2)      Puntare sulla qualità del proprio prodotto;

3)      Mettere il consumatore al centro della propria strategia;

4)      Utilizzare tutti gli strumenti che l’era di Internet e delle tecnologie digitali offre;

5)      Difendere il proprio brand e la propria identità;

6)      Innovare, offrendo nuovi stimoli e nuove motivazioni;

7)      Focalizzarsi sul proprio core-business, mettendo in pratica il proprio know how;

8)      Revisionare il proprio sistema di costi;

9)      Attuare più progetti per diventare più dinamici;

10)  Non restare prigionieri dell’indebitamento.

Questa lista fa comprendere che con lo stravolgimento del mercato mondiale del lusso le aziende hanno dovuto mettere in discussione il loro operato, per adattarsi ai cambiamenti, tra cui quello della figura del consumatore, che è diventato più riflessivo e la richiesta del prodotto, che risponde a criteri di funzionalità, durata e classicità, contro il fashion a tutti i costi. Per dare spazio al proprio know how e alle proprie competenze, che vanno sviluppate e promosse, e sulle quali è necessario investire, per poter riuscire a rimanere in un mercato nel quale, dopo la crisi e la diminuzione dei competitor ci sarà più spazio per chi ha saputo valorizzare la propria formazione e innovazione.

In particolare il mondo della distribuzione di lusso dovrebbe tenere in considerazione l’alleggerimento del magazzino, tentando di perseguire una politica della regolarità dei prezzi.

Gli stilisti internazionali devono confrontarsi con le esigenze del mercato, che sono mutate e in certi casi addirittura stravolte. Esse mettono a dura prova la creatività, che è costretta ad imporsi limiti sempre più rigidi in termini di budget, senza però tradire le aspettative del cliente, che sono comunque elevate, tentando di anticipare le esigenze del proprio target, e stabilendo un incontro tra tradizione e rinnovamento.

Il mercato dei beni di consumo si è rivelato essere estremamente massificato e globalizzato, è per questo motivo che il posizionamento del prodotto è una delle chiavi per generare alti volumi e marginalità importanti, poi il valore del prodotto deve essere basato oltre che sulla griffe, soprattutto sulla qualità del prodotto.

Internet garantisce esclusività, servizio al cliente, innovazione e versatilità per questo può essere considerato il miglior strumento attraverso il quale veicolare il lusso, e i brand dovranno essere in grado di sviluppare un tipo di distribuzione differente, e acquisire conoscenze su questo strumento.

http://www.milanofashionglobalsummit.com/relatori.asp?lang=ITA&anno=2009&xml=Speakers_2009.xml&id=80&dettaglio=true

Flavours of Mediterraneo ha preso il via a San Pietroburgo in occasione della mostra “Il Cinema in Cucina”


 

 

 

Il 24 Novembre si è svolto a San Pietroburgo l’evento “Il Cinema in Cucina”, la mostra espositiva che ha dato il via al più ampio progetto Flavours Of Mediterraneo, durante il quale gli ospiti hanno potuto ammirare le locandine e le foto di scena dei film più famosi che ritraggono gli attori in scene conviviali, Alberto Sordi accanto a Charlie Chaplin, Stan Laurel e Oliver Hardy con Marcello Mastroianni, Nicole Kidman e tanti personaggi cari ai bambini di tutto il mondo e di tutte le età, come Lilli e il Vagabondo e Ratatouille. La mostra, accolta calorosamente dal pubblico di san pietroburgo,  è stata voluta e progettata da Nevapoint, Società Italia e dal Centro Multimediale del Cinema di Pisa.

Pier Marco De Santi, docente all’Università di Pisa, coltivava da anni l’idea di realizzare un’iniziativa che legasse le sue due più grandi passioni: il cinema e la cucina: “La cultura del cibo, della tavola, dello stare insieme ha caratterizzato atteggiamenti e comportamenti di tanti personaggi della narrazione cinematografica alle più svariate latitudini. Una mostra e un evento che mettano in rapporto il cinema e il cibo non è mai stato affrontato finora, in quanto l’argomento, sul piano qualitativo e quantitativo è assai vasto e tale da richiedere conoscenze molto ampie e approfondite. In questa manifestazione, organizzata con grande eleganza e  capacità da Roberto Chinello e dai suoi collaboratori di Società Italia e Nevapoint, abbiamo deciso di presentare un “party” popolato di attori celebri di ieri e oggi, con qualche “incursione birichina” del cartone animato, che avranno, con la loro semplice presenza un impatto emotivo molto forte e coinvolgente”.

L’idea di fondo è quella di presentare al mondo dei buyer e degli esperti del settore agroalimentare russi l’importanza e la versatilità della cucina italiana, che non viene considerata solo un mezzo per nutrirsi, ma rappresenta un modo di pensare e uno stile di vita.

Durante la mostra è stato presentato e regalato agli ospiti il libro “Il Cinema in Cucina”, un volume collegato alla mostra nel quale oltre alle più suggestive immagini presentate si potevano trovare delle ricette collegate ad esse, curate dagli chef dei migliori ristiranti di San Pietroburgo. Un piccolo presente per poter creare una sorta di continuità e coinvolgere gli ospiti nell’essere loro stessi protagonisti della loro cucina, e per poter diffondere la cultura enogastronomia italiana attraverso l’esperienza. “L’obiettivo che io, Nevapoint e Società Italia volevamo raggiungere era far venire voglia di mangiare, diffondere la grande qualità della cucina Made in Italy”, così ha commentato il giornalista enogastronomico Alberto Marcomini, che ha collaborato alla manifestazione,  e si può dire senza alcun dubbio che sono stati creati tutti i presupposti perché questo obiettivo possa essere raggiunto, difatti durante la serata gli ospiti hanno dimostrato un grande apprezzamento per il libro, tanto che le persone si sono messe letteralmente in fila per richiedere un autografo agli illustri personaggi creatori dell’evento.

Questa mostra si colloca all’interno del più ampio progetto Flavours of Mediterraneo, il progetto per la promozione e la diffusione della cultura enogastronomia italiana nella Federazione Russa, il cui scopo è quello di favorire la nascita e lo sviluppo di una rete di rapporti duraturi e continuativi tra produttori di eccellenza enogastronomia Made in Italy e gli operatori russi, che si articola in due fasi.

La prima fase per l’attuazione di questa iniziativa, la costituzione dell’Osservatorio sull’agroalimentare Check Point Krasin, si è conclusa durante la serata del 24 novembre, con un’approvazione generale, che è andata al di là delle aspettative, e che si è concretizzata con la sottoscrizione di un gran numero di soci onorari. L’osservatorio avrà la funzione di un concreto e autorevole strumento informativo che, attraverso lo svolgimento di compiti istituzionali, ricerche di mercato e studi sulle tendenze del gusto, fornirà interessanti ed utili notizie sul settore e sul mercato.

Ora comincerà la preparazione della seconda e più importante fase, il Festival Enogastronomico Flavours Of Mediterraneo, che si terrà a maggio a San Pietroburgo e che prevede la presentazione dei menù tipici, preparazioni dei piatti, gli abbinamenti con i vini, la varietà d’impiego dei cibi e le ragioni del successo della dieta mediterranea. Tutto questo sarà una buona occasione per far conoscere ai visitatori russi le particolarità  della tradizione culinaria italiana e fungerà da occasione d’incontro tra Italia e Russia e da prestigiosa vetrina per i prodotti tipici della tradizione italiana, nel rispetto dell’identità dei partecipanti e delle loro produzioni.

PIER MARCO DE SANTI È IL DIRETTORE ARTISTICO DI EUROPACINEMA

Pier Marco De Santi è il nuovo Direttore Artistico di EuropaCinema, il Festival del Cinema Europeo di Viareggio, uno tra i più importanti festival italiani del cinema.

L’incarico ufficiale è stato annunciato dal Sindaco di Viareggio Luca Lunardini, nel corso di una Conferenza Stampa. La Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa ha accolto con applauso unanime e grande soddisfazione il riconoscimento tributato al professor De Santi, docente di chiara fama di Storia del Cinema Italiano e Museologia del Cinema nell’Ateneo pisano. Forte consenso per la nomina è stato espresso anche dall’ambiente accademico italiano, oltre che dalle più illustri personalità del cinema.

A dimostrazione della stima e della fiducia che il mondo del cinema riconosce nell’operato di De Santi, il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore ha comunicato di accettare con gratitudine la Presidenza Onoraria di EuropaCinema.

Pier Marco De Santi, originario di Ponsacco, è da oltre trent’anni impegnato nella salvaguardia e nella promozione del cinema come bene culturale. Ricercatore, storico del cinema, saggista di chiara fama e autore di numerose pubblicazioni, direttore di collane editoriali e detentore di uno tra i più importanti archivi europei sul cinema, De Santi è da anni Direttore del Centro Multimediale del Cinema, un’Associazione Culturale composta da un team di professionisti che, avvalendosi della collaborazione di studenti universitari, realizza importanti eventi e festival in territorio nazionale e internazionale. Il professor De Santi è inoltre riconosciuto come uno dei massimi studiosi del rapporto tra il cinema e le arti: la musica, la poesia, la letteratura, la filosofia, la pittura. Amico intimo di Federico Fellini, Nino Rota, Ennio Morricone, Ettore Scola, Carlo Lizzani, dei Fratelli Taviani e di molti altri esponenti di spicco del panorama cinematografico italiano, è inoltre l’ideatore del Premio Franco Cristaldi, istituito in onore del grande produttore dal Comune di Castelnuovo Berardenga.

Dallo scorso gennaio il professor Pier Marco De Santi dirige la Casa del Cinema e dello Spettacolo di Ponsacco, che diverrà a breve il più importante polo culturale della provincia di Pisa, sede di incontri e rassegne cinematografiche oltre che di Master, seminari e laboratori universitari destinati gli studenti pisani e a tutti gli appassionati della Settima Arte.

L’incarico alla direzione di EuropaCinema è il riconoscimento e il coronamento di una trentennale prestigiosa carriera didattica e di promozione culturale.

http://www.cmdc.it/cmdc/news/details.asp?ide=43

 

 

E’ online il nuovo sito “Flavours of Mediterraneo”, uno strumento multidimensionale e ricco di novità che si interfaccia alla community online dell’enogastronomia grazie ad una piattaforma 2.0.

http://www.flavoursofmediterraneo.it/

Sito FoMjpg

In particolare la piattaforma WEB è progettata per sostenere la seconda fase (ormai ai blocchi di partenza) quella più impegnativa che dovrà portare all’evento di maggio 2010, il “festival enogastronomico”.

Le novità sostanziali sono le seguenti:

LINGUE

il sito sarà disponibile in due lingue, italiano e russo. Da qualsiasi punto del sito sarà possibile passare da una lingua all’altra.

SEZIONE VISITATORI ED ELENCO ESPOSITORI

verrà gradualmente allestita l’area visitatori, un contenitore nel quale saranno pubblicate tutte le notizie utili a raggiungere gli spazi espositivi e tutti i dettagli per una miglior fruibilità da parte del pubblico. Sarà inoltre pubblicata una lista con tutte aziende partecipanti non appena definiti gli aspetti organizzativi e le adesioni.

MAPPA DEL GUSTO

Sarà una vetrina nella quale verranno presentate le eccellenze dell’enogastronomia italiana. I prodotti presentati saranno suddivisi per regione e permetteranno a chiunque di proporre note descrittive, aneddoti e curiosità relativi al prodotto. Con esso saranno visibili tutte le aziende partecipanti produttrici dello stesso, garantendo loro una visibilità anche precedente e successiva all’evento stesso; la mappa del gusto ha l’ambizione di diventare l’enciclopedia enogastronomica made in Italy di riferimento per il pubblico russo.

NEWSLETTER E GESTIONE NEWS

L’area news è diventata un’area dinamica attraverso la quale sarà possibile divulgare in tempo reale comunicati relativi al progetto e alle aziende partecipanti che desiderino proporre contenuti.

“Immagini dall’Urss – Il crollo dell’impero sovietico e la nascita della nuova Russia” Uno sguardo sulla Russia dal 1980 ad oggi

Immagini dall'Urss

“Immagini dall’Urss – Il crollo dell’impero sovietico e la nascita della nuova Russia” è un volume che ripercorre i momenti più salienti della storia dell’Unione Sovietica e dei Paesi satellite, conta sulla partecipazione e la collaborazione di importanti personalità di  grande esperienza per quanto concerne il mondo politico e culturale russo.

Il libro parte dal momento di svolta per la storia russa, che può essere collocato a cavallo tra il 1979 e il 1980, in cui si susseguono avvenimenti carichi di importanza per il destino dell’impero, che vengono raccontati attraverso le immagini del fotografo Mauro Galliani.

Mauro Galligani iniziò la sua carriera negli anni settanta collaborando con le maggiori testate italiane e realizzando una serie di importanti servizi sul mondo dell’Est. Questo grande fotoreporter ha dedicato tutta la sua carriera a temi legati ai Paesi della ex cortina di ferro, documentando la vita negli ultimi anni dell’Unione Sovietica e testimoniando il percorso che ha portato alla fine di un Impero e alla nascita della nuova Russia di Putin e Medvedev, che, tra mille contraddizioni, ha ritrovato unità e orgoglio. La sua ricerca fotografica si è estesa anche alla vita quotidiana del popolo russo, alle manifestazioni di religiosità, alla ricchezza della vita culturale dell’ex Unione Sovietica, comprese le singole repubbliche lontane dai centri di potere e gli Stati satellite. Nel 1997 Mauro Galligani, passato alla testata “Panorama”, viene rapito nella periferia di Grozny e resta nelle mani dei rapitori per cinquanta giorni. Nonostante questo avvenimento trascorrerà, anche negli anni successivi, lunghi periodi in Russia per seguire da vicino i rapidi cambiamenti della vita e della società di questo Paese.

In questo volume, attraverso 250 fotografie in presa diretta, l’occhio partecipe di Galligani restituisce un ritratto autentico e mai scontato della realtà sovietica e russa, le immagini sono accompagnate da puntuali didascalie di commento, capaci di descrivere fatti di eccezionale rilevanza per i destini dell’Occidente e al contempo fanno emergere quelle piccole realtà normalmente celate dalla Storia che lo sguardo del fotografo è riuscito a fissare.

I testi sono curati da Laura Leonelli, una giornalista che scrive per il supplemento culturale de ‘Il Sole 24 Ore’ e ‘Panorama Travel’ e che ha curato i volumi Imagina. I fotografi di Epoca raccontano il mondo e Mauro Galligani. Uno sguardo discreto, editi da Leonardo Arte. Nel 2004 ha inoltre pubblicato per Feltrinelli il diario di viaggio Siberia per due. Madre e figlia lungo lo Enisej, con il quale ha vinto il premio Donna Città di Roma, sezione opera prima.

Nel volume è presente l’introduzione di Francesco Bigazzi, giornalista, già direttore dell’ANSA a Mosca e a Varsavia, poi corrispondente dalla capitale russa de ‘Il Giorno’ e oggi di ‘Panorama’, ha dedicato numerosi libri ai problemi del dissenso dell’Est europeo, tra cui Karol Wojtyla, dalla Polonia all’Europa (1979), La segretaria russa di Togliatti (con Sergio Bertelli, 1993), L’Oro da Mosca (con Valerio Riva, Mondadori 1999), PCI: la storia dimenticata (con Sergio Bertelli, Mondadori 2001), Gli ultimi 28 (con Evgenij Zhirnov, Mondadori 2002).

Un’edizione speciale del libro verrà stampata per Società Italia, un’azienda che da 16 anni distribuisce con successo, nei mercati della Ex Urss, brand del lusso del settore moda. Sin dal 1993 Società Italia è testimone dei mutamenti sociali e politici del mercato. Oltre alla presenza commerciale nel Paese, vanta una consolidata esperienza e fattive collaborazioni con importanti enti e strutture nazionali ed internazionali. Si è fatta promotrice di eventi culturali a San Pietroburgo quali “Amarcord Marcello Mastroianni” ed il “Il Cinema in Cucina”, immagini del cinema legate all’Italian Way of Life.

 

Durante la serata del Festival della Moda Russa, un grande evento dedicato alla moda russa e giunto alla sua terza edizione, che si terrà il 18 Novembre a Milano, verrà presentata in anteprima l’ edizione speciale della pubblicazione “Immagini dall’Urss”.

FORNO DI FORTUNA E INGREDIENTI SOVIETICI. COSÌ NACQUE LA PRIMA PIZZERIA DELL’EST

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Nel giorno del ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino molte sono le persone che raccontano la loro esperienza e soprattutto come è cambiata la loro vita dopo la caduta del muro.

La prima pizzeria della Repubblica Democratica Tedesca (Rdt) è stata aperta nel gennaio del 1982 da Dieter Belletti, figlio di un emigrante italiano nato in provincia di Lucca es emigrato in Germania per amore dopo la seconda guerra mondiale.

Inizialmente gli ingredienti erano razionati e provenivano dall’Urss, non avevano né un forno e nemmeno un ricettario, disponevano solo di un menu di tre pizze che erano disponibili fino ad esaurimento scorte e solo al venerdì ad un prezzo bassissimo, di 1,95 Ostmark (il marco della Germania dell’Est, che valeva circa 45 centesimi di euro). Ad ogni modo il successo era garantito e ogni venerdì c’era la coda fuori del locale, nonostante le autorità avessero negato loro il permesso, sostenendo che nessuno, nella Rdt avrebbe voluto la pizza; invese tra i loro clienti si contavano numerosi membri del partito socialista e qualche spia della Stasi.

Dieter non parla l’italiano, ma faceva il cuoco e in quegli anni decise di aprire un locale all’italiana, per riuscire a farlo ha bisogno di moltissima fantasia e ingegno, i coniugi Berletti di costruiscono da soli il bancone do legno, e si fanno costruire il fornoda un amico elettricista. Per gli ingredienti delle pizze si arrangiavano con gli ingredienti che avevano a disposizione e che arrivavano dall’Urss, come la salsiccia, i cetrioli sottaceto, e l’ungherese letscho, una pasta di spezie composta da peperoni, pomodori e cipolla.

Con la caduta del muro di Berlino e l’apertura delle frontiere i coniugi possono finalmente acquistare prodotti italiani e ampliare la lista delle pizze; e pensare che quel giorno lo avevano vissuto con scetticismo. Oggi i Belletti hanno chiuso la pizzeria e si sono lanciati nel business del catering.

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Mi sembra una storia molto bella, che fa emergere la volontà e la forza di una persona nel lottare per poter esprimere sé stesso e non soffocare le proprie radici, nonostante le restrizioni e i limiti imposti dal regime. Fa inoltre riflettere su come sia radicata nella storia italiana la cultura del cibo  e la volontà e la tenacia nel volerla divulgare nel mondo.

http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_09/prima-pizzeria-germania-est_99edd3a8-cd03-11de-b7a9-00144f02aabc.shtml

La Russia beve più vino: spazio per bottiglie doc

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Sul mercato russo delle bevande alcoliche, la domanda di vini è la più dinamica e la Russia è diventata il quinto produttore europeo dopo Italia, Francia e Spagna e subito dopo la Germania. Ma i dati ufficiali sottostimano l’attuale ripresa della produzione di vino nelle regioni meridionali della Russia, da Rostov na Donu a Krasnodar, dove le imprese vinicole si attendono una fine 2009 con una crescita fin oltre il 10% e un 2010 ancora più favorevole.

Per quantità consumata il vino russo sta sostituendo il vino importato, dopo il 2006 il divieto dell’import di vino georgiano e moldavo ha favorito il vino russo (ma anche quello italiano da tavola). La società Business Analitica stima che nella prima metà del 2009 il 65,9% del vino sul mercato russo fosse di produzione locale, e solo il 34% quello importato, si pensa che la svalutazione del rublo porterà ad un ulteriore aumento del consumo di vino russo.

Nonostante i russi rimangano solamente al settimo posto come consumo procapite, 7 litri annui, contro i 50-55 litri annui in Francia e Italia, si pensa che il mercato russo del vino abbia ancora spazio nel segmento elevato, anche se per il momento non è in grado di sostituire quello importato, in quanto il vino russo risulta troppo orientato a soddisfare un consumo di massa.

Un grave problema che causa la scarsità della produzione vitivinicola russa è l’esiguità dell’area coltivata a vite, che non copre più di 60 mila ettari, contro i 170 mila del periodo sovietico fino al 1985, quando la campagna antialcolica fece terra bruciata intorno ai vigneti.

Attualmente è stato programmato un piano di sviluppo dei vigneti, che si pone l’obiettivo di tornare ad almeno 150 mila ettari entro il 2020. Questo piano però sembra di difficile attuazione e sarà onere degli investitori privati attuarlo.

Sembra che negli ultimi anni i consumatori russi di vino stiano crescendo e molti sono gli articoli e le ricerche in merito. Tantissime aziende vitivinicole italiane si dichiarano, però, restie nell’iniziare rapporti commerciali con questo Paese e il problema principale sembrerebbe essere la diffidenza, da parte dei produttori, sulla capacità dei consumatori russi di cogliere la particolarità e le caratteristiche organolettiche dei vini italiani. Sembrerebbe però emergere che la produzione di vino stia aumentando in Russia e che stiano venendo attuati programmi di sviluppo per consentire la rinascita di questo settore, anche se di difficile attuazione. Queste azioni potrebbero significare che in futuro la conoscenza e la competenza dei consumatori russi verso questo prodotto potrebbe aumentare, con il risultato che anche i consumi di quei vini dai gusti più complessi come quelli italiani riuscirebbero a crescere, portando così ad un ulteriore aumento delle esportazioni italiane. Si potrebbero creare così nuove opportunità di sviluppo e collaborazioni per portare in Russia il know how e la tecnologia italiana del settore che nel nostro Paese è molto sviluppata, data la sua lunga tradizione vitivinicola, portando così all’ulteriore conoscenza e sviluppo di uno dei settori più importanti per l’economia italiana.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Convegno “Investire nell’Est”, Milano 21/ottobre/2009

A vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino non è semplice dettagliare l’approdo dei Paesi dell’Europa centrale, orientale e balcanica, così come è arduo indicare il modello di sviluppo vincente che è prevalso. Il compito del convegno, organizzato dalla Fondazione Istud, è stato quello di registrare i mutamenti avvenuti in queste economie concentrando l’attenzione sulle opportunità di collaborazione con gli investitori occidentali. Hanno partecipato come relatori i rappresentanti di Banca Popolare di Milano, Camera di Commercio Italo-Russa, Co.mo.i Gruop, Czech Airlines, Indesit Company, Rodl & Partner, Simest Spa, Sace Spa, Società Italia e Vnesheconombank.
Dopo la caduta del Muro- spiega Maurizio Guandalini di Fondazione Istud – l’assenza di regole nei paesi dell’ex unione sovietica ha favorito un approccio imprenditoriale nei paesi dell’est Europa. C’era un’ubriacatura da Est e la convinzione di aver trovato la gallina dalle uova d’oro“.
Dopo vent’anni la situazione e’ cambiata passando da un semplice mercato import-export a una vera e propria cultura dell’investimento.
L’Italia e’ molto presente nell’interscambio nell’Est Europa, come conferma il responsabile dipartimento promozione e marketing Simest, Gian Carlo Bertoni. “L’11% dell’interscambio mondiale italiano si rivolge verso Est“. Tuttavia l’interesse all’export delle aziende italiane e’ venuto meno anche a causa della scelta della Russia di privilegiare i fornitori locali. “Più che di investimenti – ammette Bettella – c’è fame di ‘know how‘” .
Roberto Chinello CEO di Società Italia e Nevapoint, rappresentante di una di quelle aziende italiane che ce l’hanno fatta nell’Est, ha evidenziato le opportunità offerte dal mercato della Federazione Russa. Il suo intervento si è concentrato sui possibili investimenti finanziari e immobiliari nelle 4 regioni (Primorye, Altai Kraj, Kaliningrad, e al confine Rostov e Krasnodar) in cui dal 1° luglio verranno dislocati tutti gli stabilimenti di gioco d’azzardo (prima presenti in pressochè ogni città e che sviluppavano un reddito complessivo pari a 5,5 miliardi di dollari). Ha parlato poi delle opportunità di investimento in risorse umane e capacità creative con particolare riferimento ai designer russi emergenti, protagonisti del Festival della Moda Russa (3^ edizione a Milano, 18-19 novembre 2009), un grande appuntamento che promuoverà i fashion designer emergenti russi ed il mercato della moda italiano.
Sempre in ottica di investimenti, è intervenuto il presidente dell’ufficio della rappresentanza in Italia di Vnesheconombank, Victor Borisenko. “Il nostro paese – spiega Borisenko – ha la neccessità assoluta di eliminare la dipendenza da gas e petrolio“. Secondo il rappresentante della banca russa, lo sviluppo dell’economia si basa sullo sviluppo delle pmi. “Nel 2009 – continua Borisenko – la Vnesheconombank ha stanziato 2,5 miliardi di euro per le piccole e medie imprese che investiranno in Russia. Per il prossimo anno il finanziamento verrà aumentato almeno del 50%“.

La crisi economica ha chiuso uno dei periodi migliori nella storia dell’interscambio tra Italia e Russia. La crisi tuttavia può servire alle imprese per crescere. “Questo momento non va sprecato -afferma Gerardo Stigliani, direttore generale di Co.mo.i -. E’ essenziale che le imprese italiane siano presenti nel mercato russo per la ripresa …“.

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E per produrre il prosciutto Dop, la Cina fonda la sua Parma

Sembra sia nata una nuova frontiera della 711contraffazione alimentare, infatti ad una località cinese nella provincia del Gansu è stato dato il nome della città emiliana Parma per giustificarne l’utilizzo del marchio.

Per ora questa città non ha né case e nemmeno strade, è semplicemente un nome su una carta geografica, ma sembrerebbe essere sufficiente per poter battezzare il prosciutto che viene prodotto dagli imprenditori locali con il marchio “Prosciutto di Parma”.

Questo stratagemma per la contraffazione è nato dalla complicità delle aziende suinicole e degli amministratori della provincia Nord Occidentale del Gansu, i quali si sono prestati volentieri alla fondazione della città fantasma, fiutandone il guadagno. Il trucco è stato scoperto da Franco Calzolari, amministratore di Alfa, la neonata agenzia pubblica per il controllo della filiera agroalimentare, la tutela e la certificazione dei prodotti italiani. L’agenzia è riuscita a smascherare alcuni piazzisti cinesi che stavano cercando di vendere alla grande distribuzione grosse partite di prosciutto di Parma,  che è noto in tutto il mondo per essere portatore del marchio a Denominazione d’Origine Protetta (DOP).

Queste contraffazioni rischiano di danneggiare prima di tutto l’immagine dei prodotti tipici italiani, che sono sinonimo di qualità e che creano delle aspettative nei consumatori al momento dell’acquisto, in secondo luogo provocano danni al mercato italiano per 50 miliardi di euro annuali.

Sembrerebbe proprio che in alcuni casi la tanto celebrata globalizzazione possa rivelarsi un fenomeno negativo per lo sviluppo dei mercati, e che faccia emergere concetti come plagio, contraffazione, che si traducono nel non rispetto per il lavoro e la professionalità altrui, mentre dovrebbe essere sinonimo di concorrenza eale, scambio di idee e di conoscenze, che portano alla crescita del mercato e non alla sua banalizzazione.

http://www.legambiente.eu/associazione/rassegnaStampa/articolo.php?id=12350

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